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« Una mescolanza di lacrime e sorrisi, di pietre e di fiori, di cipressi in lutto e di cielo luminoso, che ci dà l’impressione di volgere uno sguardo alla morte dal lato più felice della tomba »       Henry James

Ci siamo lasciati trasportare da queste bellissime parole entrando nel Cimitero Acattolico. Un percorso lungo trecento anni, dalla prima sepoltura del 1738 fino ai nostri giorni.

Non è un Cimitero qualsiasi… qui infatti riposano grandi poeti, pittori e politici che hanno trascorso anni della loro vita nella nostra città e l’hanno amata così tanto da volervi rimanere per sempre.

Come questi sono rimasti incantati dalle bellezze di Roma, così noi restiamo affascinati da questo luogo in cui si percepisce pace e tranquillità, all’ombra della Piramide.

Abbiamo respirato arte, poesia, serenità passeggiando tra le lapidi monumentali e ammirando sculture come l’Angelo del dolore – una vera e propria opera d’arte – tanto sofferente quanto bellissima.

Abbiamo ripercorso la vita romana della sfortunata Rosa Bathurst e di Elsbeth Passarge, la Giulietta del luogo. Persino Wilde e D’Annunzio venivano qui, il primo per onorare Keats, il secondo invece vi ha preso spunto per il suo più importante romanzo, “Il piacere”, facendo passeggiare il suo Andrea Sperelli tra questi sentieri.

Visitando questo angolo insolito della città abbiamo capito e scoperto quanto sia vivo e ricco di storia e memorie, ‘facendo forse contenti gli stranieri qui sepolti’.