Basta fare il suo nome e ci vengono in mente le tantissime opere che ha realizzato, il suo nome parla da sé, basta soltanto quello per illuminare il secolo del Rinascimento italiano. E qui a Roma ha lavorato davvero tanto.

Parliamo di Michelangelo Buonarroti!

Scultore, pittore, architetto e anche poeta. “L’uomo dalle quattro anime” così è passato alla storia.

In una domenica settembrina abbiamo parlato della sua vita tormentata, scoprendo il suo caratteraccio da vero toscanaccio.
Un uomo solitario, ombroso, che vedeva nemici ovunque, ma capace di realizzare le meraviglie che ci ha lasciato.
Abbiamo rievocato i battibecchi tra lui e il papa Giulio II… i ‘Sandra e Raimondo dell’antichità’, due uomini con una forte personalità che si son trovati a lavorare insieme e che hanno passato parte della loro vita uno a fianco all’altro nonostante le loro diversità.
Abbiamo raccontato della profonda amicizia che lo legava a Vittoria Colonna, l’unica donna che è entrata nel suo cuore lasciando, alla morte, un vuoto incolmabile nella vita dell’artista.

Non potevamo certamente non entrare in San Pietro in Vincoli ed ammirare la maestosità del Mosè che sembra alzarsi appena giriamo lo sguardo.

Calmo, ma sempre in tensione, proprio com’era il grande Michelangelo.