Nessuna città ha mai avuto un rapporto di identità tanto forte con le sue mura quanto Roma e così a lungo nel tempo. La cinta voluta da Aureliano è la più grande mai realizzata nel mondo occidentale e ha una caratteristica unica, quella di esser stata oggetto di continuo utilizzo dal 271 d.C. sino a oggi, ed utilizzata per il suo valore difensivo fino al 1870.

Inizialmente Roma si considerava immune da ogni pericolo: secoli di tranquillità facevano ritenere impensabile che un nemico potesse violare il sacro suolo dell’Urbe. La necessità di una nuova cinta muraria apparve evidente nel corso del III secolo d.C., quando la possibilità che i barbari potessero spingersi fino alla capitale divenne plausibile e così Aureliano decise di dotare la città di una nuova e più energica fortificazione.

Quel che rimane di questa storia sono i 12,5 km che abbracciano buona parte della nostra città, con le loro torri e porte che hanno visto passare migliaia di persone, di ogni genere e di ogni epoca.

Grazie al Museo nato nel 1990 è possibile oggi calarsi nei panni di quei soldati e comandanti che presidiavano le mura proteggendo Roma, entrare nell’antica Porta Appia – oggi Porta San Sebastiano, e percorrere buona parte del camminamento delle Mura Aureliane, con i bastioni, le torri di avvistamento e le feritoie.